Home » Virtualizzazione » I vincoli ai fornitori non sono l’ideale nel 2016

I vincoli ai fornitori non sono l’ideale nel 2016

Tech Page One

I vincoli ai fornitori non sono l'ideale nel 2016-747 x 325 – MAIN ARTICLE IMAGE (18)

 

Che fare, quindi? Adottare standard aperti o scegliere una piattaforma IT singola e più proprietaria che comporta vincoli nei confronti di un fornitore specifico? È questo il grande dilemma per imprese di ogni tipo, dimensione e settore che intraprendono processi di trasformazione digitale per allineare le proprie operazioni al cloud, alle tecnologie mobili, al social business e alle reti e servizi definiti dal software.

Tuttavia, viviamo in un mondo dove persino i fornitori di hardware e software stessi sono favorevoli a un approccio che non implichi vincoli, quindi è davvero necessario affrontare questa discussione?

Una convalida per piattaforme aperte

Benché nella comunità dei fornitori ci sia una diffusa volontà di adottare, promuovere, sviluppare e decantare le più ampie virtù delle piattaforme aperte, è comunque utile fare un passo indietro e valutare esattamente il motivo per cui questo accade, al fine di comprenderne la logica.

I vincoli ai fornitori non sono l'ideale nel 2016-350-250 – BODY TEXT IMAGE (21)È importante ricordare che gli standard aperti derivano dall’open source, e che l’open source è aperto a tutti, ma non necessariamente gratis. Una volta appurato ciò, possiamo iniziare a comprendere come l’open computing presupponga comunque un modello di costi sofisticato, anche se si tratta di un modello in cui la manutenzione e il supporto rappresentano una parte più ampia del costo totale di proprietà rispetto ai costi di acquisto iniziale, in particolare per quanto riguarda il software.

Detto questo, la società di analisi IT IDC ritiene che gli ambienti e gli standard aperti, insieme alla separazione tra software e hardware, possano portare a risultati uguali o migliori rispetto all’approccio proprietario, consentendo al tempo stesso di tenere i costi sotto controllo.

Secondo IDC, “le reti sono probabilmente l’unico settore dell’ambiente ICT corrente dove la rigida associazione tra sistemi operativi e hardware è diffusa in maniera capillare e dove i vincoli a determinati fornitori costituiscono un problema rilevante. Per compiere la transizione verso le [piattaforme future], le reti aziendali dovranno adottare l’approccio aperto, e non per amore dell’apertura, ma per ottenere i vantaggi dell’innovazione e delle architetture avanzate che rendono possibile l’evoluzione del ruolo delle reti da sistemi per fornire connettività all’azienda a strumenti di supporto degli obiettivi aziendali”.

Apertura totale

Ottenere livelli funzionali di apertura della piattaforma operativa è un impegno totale. Stiamo parlando di processi per un’integrazione totale dei sistemi e non a caso utilizziamo espressioni come “gestione completa sistemi end-to-end”.

Ma all’atto pratico non è una cosa facile, e ci troviamo comunque di fronte a delle sfide. La conoscenza e la consapevolezza di software, protocolli, piattaforme e strumenti open source di livello aziendale non sono infatti così elevate come potrebbero essere. Realisticamente, questo significa che le implementazioni pratiche dei sistemi aperti e l’adozione più diffusa delle reti definite dal software potrebbero anche non passare attraverso tutte quelle implementazioni di prova, visto il livello di sviluppo a cui sono arrivate.

Come raggiungere il nuovo futuro?

IDC ritiene che il futuro del networking, per non parlare dell’infrastruttura IT generale, sarà caratterizzato da una maggiore plasticità, innovazione del software e integrazione di tecnologie precedentemente separate in cluster integrati, convergenti e definiti dal software. Dobbiamo inoltre considerare che l’utilizzo di strumenti di gestione specializzati nelle reti dei data center aumenterà di pari passo con l’incremento del livello di connettività da gestire nei vari strati di elaborazione, storage e intelligence di rete.

Ci vorrà del tempo, ma è certo che ci troviamo di fronte a un nuovo inizio per la connettività di rete aperta.

 

 

Adrian Bridgwater

Adrian Bridgwater

Adrian è un giornalista esparto di tecnologia con oltre due decenni di esperienza nel settore. Agli esordi, ha iniziato a lavorare come news analyst per lo sviluppo di un software, e ad oggi si definisce evangelista tech e consulente per i contenuti. Ha speso quasi dieci anni concentrandosi su open source, analisi di dati e intelligence, soluzioni cloud, dispositivi mobili e gestione dati.

Ultimi post:

 

Tag: Virtualizzazione