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Il fondamento logico del data center definito dal software

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È facile dimenticare il motivo per cui abbiamo iniziato a esaminare i canali più profondi e i meccanismi architetturali del data center definito dal software. Stiamo cercando di spiegare come e perché le risorse di storage, di elaborazione e di intelligence della rete ora sono disponibili in uno spazio più definibile e controllabile, ma come mai abbiamo deciso di passare a questo mondo più virtualizzato e astratto?

Tutto ruota attorno alle applicazioni

In definitiva, naturalmente, tutto ruota attorno alle applicazioni. In altre parole, tutto è al servizio delle applicazioni da cui dipendono i nostri modelli di business, e l’obiettivo è che esse possano funzionare senza alcuna restrizione in termini di capacità e, a livelli più bassi, al massimo della loro efficienza.

In sostanza si tratta di creare un ambiente in cui l’applicazione possa controllare le proprie risorse. È bene sottolineare che i tecnici di rete supervisionano il throughput effettivo delle risorse ma, nel mondo del “definito dal software”, potenzialmente le applicazioni assumono un nuovo rilievo e una nuova efficienza.

Una nuova agilità dinamica

Il fondamento logico del data center definito dal software – BODY TEXT IMAGE (22)Il data center definito dal software ci fornisce un livello dell’infrastruttura informatica che rende possibile una nuova agilità dinamica. In questo caso, il dinamismo deriva dalla nostra capacità di definire e creare a livello di programmazione sia i livelli della rete che i suoi componenti meccanici, inclusi switch e aree connesse all’intelligence e alla gestione dell’automazione.

Esiste inoltre un dinamismo elastico intrinseco che riguarda la capacità del data center definito dal software di gestire la connettività, gli aspetti legati alla sicurezza e la gestione delle prestazioni nel complesso. In passato queste funzionalità sarebbero state affidate a componenti hardware incorporati. Oggi, invece, possono essere fornite dal software, in modo più definito e controllato.

Ora però facciamo un passo indietro e chiediamoci perché abbiamo un’esigenza di maggior definizione e controllo. Da cosa deriva? Una rete più modulare, specializzata, efficiente e configurabile tramite programmazione consente di creare una piattaforma in cui le applicazioni sono le protagoniste di tutto lo stack di IT. Ancora una volta, tutto ruota attorno alle applicazioni.

Alcuni risvolti economici

È una semplice questione di economia: applicazioni dalle prestazioni migliori permettono di offrire un servizio clienti migliore, il che, a sua volta, assicura maggiori profitti.

Per portare online i vantaggi dei data center definiti dal software, il ruolo dei tecnici di rete DevOps e degli amministratori di sistema (sysadmin) è di vitale importanza, perché sono loro a controllare e modellare il fabric informatico da cui dipendono i nostri modelli di business. In pratica questo comporta la creazione di un’ampia gamma di risorse fornite in modo elastico e ripartite con intelligenza in un sistema gestibile dinamicamente con un grado definito di programmabilità remota per la gestione futura.

C’è molto hardware nei sistemi definiti dal software

Ovviamente i data center definiti dal software poggiano comunque sull’hardware. I fornitori che hanno riconosciuto questa tendenza stanno creando hardware dotato della quantità necessaria di software preinstallato, precertificato, preconfigurato e precollaudato per rispondere alle esigenze dello scenario di cloud computing definito dal software che si sta attualmente delineando.

Da tutto questo si evince che se applicheremo correttamente queste tecnologie riusciremo a costruire un ambiente di elaborazione migliore per le nostre applicazioni. La questione è ancora complessa, ma tutto lascia pensare che a lungo termine ricaveremo ottimi dividendi dalle applicazioni.

 

 

Adrian Bridgwater

Adrian Bridgwater

Adrian è un giornalista esparto di tecnologia con oltre due decenni di esperienza nel settore. Agli esordi, ha iniziato a lavorare come news analyst per lo sviluppo di un software, e ad oggi si definisce evangelista tech e consulente per i contenuti. Ha speso quasi dieci anni concentrandosi su open source, analisi di dati e intelligence, soluzioni cloud, dispositivi mobili e gestione dati.

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