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Messaggio per i CIO: preparatevi alla mobilità cloud

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Messaggio per i CIO: preparatevi alla mobilità cloud

 

Dovremmo forse sostituire l’espressione “informatica mobile” con “informatica comoda”? Alcuni pensano di sì, vista la quasi ubiquità dei dispositivi informatici portatili come tablet e notebook, ma anche telefoni e phablet.

Informatica comoda

Cosa si intende per “informatica comoda”? Con questa espressione si riconosce il fatto che ormai quasi tutti possiedono un qualche dispositivo che consente di effettuare operazioni informatiche e comunicare ovunque sia possibile ricevere e inviare un segnale. La mobilità cloud include tutto questo, ma fa un ulteriore passo in avanti, riconoscendo che l’effetto dell’informatica comoda sul back-office è la necessità di accedere ai dati memorizzati nello storage aziendale, su cloud pubblico o privato.

Il fattore aziendale trainante per questo fenomeno, neanche a dirlo, è l’esigenza di rendere i dati accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, per consentire così ai dipendenti, ma anche ai clienti e ai partner, di essere produttivi sempre e comunque. Fin qui nessun manager avrebbe niente da eccepire, ma come realizzare tutto questo in maniera sicura e ottimizzando le prestazioni?

Organizzazione dei dati

Come per ogni tipo di gestione dei dati che coinvolga il cloud computing, il segreto sta nell’organizzare i dati e i relativi accessi in maniera sicura e sistematica prima di renderli disponibili al pubblico. Occorre pianificare con esattezza quali accessi saranno necessari per i diversi elementi dei dati, e fornire i privilegi di accesso minimi che consentano alle persone di svolgere il proprio lavoro.

Messaggio per i CIO: preparatevi alla mobilità cloud

L’accesso ai dati non è tutto, comunque. L’informatica comoda non implica soltanto che tutti possano comodamente utilizzare i dati in mobilità: gli utenti si aspettano che tutte le informazioni che una volta erano accessibili solo dalla scrivania vengano loro fornite sui dispositivi mobili. In molti casi, questo significa anche garantire l’integrazione delle applicazioni non solo nel data store ma anche tra di loro.

Un esempio classico sono le agende e gli altri software collaborativi o di organizzazione e pianificazione. Dato che gli utenti scelgono il dispositivo che vogliono, vorranno anche scegliere le applicazioni. Molte di queste sono fornite direttamente con il telefono.

Ciò significa che il numero e il tipo delle applicazioni usate dagli utenti è in aumento, così come la necessità di condividere le agende e le altre informazioni organizzative. Tutto questo crea un grosso problema, che dovrà essere necessariamente risolto per poter sfruttare tutti i vantaggi della mobilità.

I primi passi

Il punto da cui occorre partire per fare in modo che le persone giuste possano accedere ai dati giusti e che la condivisione avvenga nei momenti appropriati dipende dall’azienda stessa e dal suo stato di avanzamento verso la mobilità.

Le aziende più piccole, con poche apparecchiature legacy e pochi processi, troveranno più facile adattarsi al mondo del cloud mobile rispetto a quelle che hanno molti sistemi legacy e magari devono sottostare a requisiti normativi. In tali circostanze, probabilmente la soluzione migliore consiste in schemi pilota e passaggi selettivi verso la mobilità cloud, iniziando dagli obiettivi più facilmente raggiungibili.

Indipendentemente dalla strada già percorsa, le aziende che non hanno ancora intrapreso una pianificazione formale dovrebbero farlo al più presto.

 

 

Adrian Bridgwater

Adrian Bridgwater

Adrian è un giornalista esparto di tecnologia con oltre due decenni di esperienza nel settore. Agli esordi, ha iniziato a lavorare come news analyst per lo sviluppo di un software, e ad oggi si definisce evangelista tech e consulente per i contenuti. Ha speso quasi dieci anni concentrandosi su open source, analisi di dati e intelligence, soluzioni cloud, dispositivi mobili e gestione dati.

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