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Domande e risposte con un esperto di cloud, per convertire gli scettici

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In passato era opinione diffusa che le aziende che gestiscono dati sensibili non dovessero utilizzare il cloud pubblico. Ma quella percezione è cambiata, oggi c’è una netta inversione di tendenza riguardo all’accettazione del cloud, afferma Gordon Davey, direttore della strategia cloud per il Regno Unito di Dell.

Davey sostiene che molto è dipeso dal cloud ibrido, che permette alle aziende di utilizzare un mix gestito di risorse pubbliche e private. Ma mentre il cloud si avvia a raggiungere la sua maturità, alcune aziende sono ancora restie ad accettarlo. In un’esclusiva sessione di domande e risposte, Davey spiega come gli scettici possono superare le perplessità e accogliere il cloud.

[D] Può darsi che il cloud sia destinato a durare, ma alcune aziende non sono passate a questa tecnologia. Quali sono i principali motivi?

Cloud expert QA - Turning sceptics into believers 350 x 250[R] La sicurezza è tuttora uno degli aspetti che destano più preoccupazione. I responsabili delle decisioni aziendali temono che il trasferimento di applicazioni e dati su cloud pubblico renda le informazioni più vulnerabili che in un data center interno. La sicurezza dei dati deve essere presa in considerazione, ma le preoccupazioni non sono sempre giustificate.

Non c’è niente di nativo in una piattaforma cloud pubblica che la renda meno sicura. Una corretta informazione può aiutare a superare queste paure. Quando si conservano i dati fuori sede, il provider è responsabile di alcuni elementi della sicurezza, ma non di tutti. I manager non devono dare nulla per scontato e devono capire a chi spettano le responsabilità.

[D] La sicurezza non è l’unica sfida. Che altro dovrebbero considerare i decisori aziendali?

[R] La riservatezza dei dati è un altro problema analogo. Se non sanno dove saranno fisicamente ubicate le informazioni, i dirigenti considerano con ansia la possibilità di spostare i dati su un cloud pubblico. E perfino se ne conoscono l’ubicazione, si preoccupano delle regole concernenti l’uso delle informazioni.

Per fortuna la comprensione del problema della riservatezza dei dati sta migliorando. I grandi provider di cloud pubblici, come Amazon e Azure, stanno aprendo data center regionali che offrono maggiori opportunità di adottare il cloud pubblico. I dirigenti devono semplicemente assicurarsi che vengano adottati ovunque gli stessi criteri per la raccolta e l’utilizzo dei dati, indipendentemente dal fatto che le informazioni vengano tenute in sede o all’esterno.

[D] Persistono anche dubbi di carattere operativo: quali problemi è probabile che i decisori aziendali incontreranno passando al cloud?

[R] È molto più facile sviluppare una nuova applicazione da zero on-demand che trasferire sul cloud un carico di lavoro legacy. Decisioni di questo genere rendono la questione più complessa. Un altro aspetto importante riguarda la gestione. Il cloud ibrido consente alle aziende di spostare carichi di lavoro on-demand con breve preavviso. Ma ripartire in modo bilanciato le informazioni tra cloud pubblici e privati può risultare complesso.

I dati associati a ciascuna piattaforma risiederanno in un sito specifico e ogni piattaforma avrà i propri strumenti di gestione. Le aziende devono comprendere la complessità e non farsi cogliere impreparate. Sono disponibili numerosi strumenti in grado di garantire una migliore visibilità, dal reporting sulle prestazioni alla gestione dei costi.

[D] A che genere di partnership dovrebbero affidarsi i decisori aziendali per sfruttare il cloud nel modo più vantaggioso?

A chi intende creare un ambiente ibrido in modo semplice ed economicamente conveniente sconsiglierei di affrontare l’impresa partendo da zero. Scegliere soluzioni che aiutino a utilizzare le risorse che già si possiedono può essere prezioso. È bene cercare un provider che sia in grado di aiutare l’azienda a creare un ambiente semplice e con processi coerenti per l’esecuzione di servizi sia on-site che on-demand.

In sostanza, serve un provider che capisca realmente il modello cloud. È indispensabile che il partner sappia indicare all’azienda come sfruttare nel modo migliore l’IT on-demand e le risorse già esistenti. Occorre scegliere un provider di servizi end-to-end che sappia aiutare l’azienda a gestire i carichi di lavoro tra i sistemi hardware privati e il cloud.

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Mark Samuels

Mark Samuels

Mark Samuels è un giornalista specializzato in leadership e gestione delle problematiche legate all’IT. Precedentemente editore presso CIO Connect nella categoria Computing, ha scritto per diverse organizzazioni tra cui l’Economist Intelligence Unit, il Guardian Government Computing and il Times Higher Education. Mark collabora anche con ClourPro, ZDNetUK, TechRepublic, ITPro, Computer Weekly, CBR, Financial Director, Accountancy Age, Educause, Inform e CIONET. Mark ha una vasta esperienza per quanto riguarda la tematica di come i CIO usano e adottano la tecnologia nelle aziende.

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