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Da CAPEX a OPEX: risolvere il dilemma del cloud

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I responsabili IT e aziendali che intendono implementare il cloud hanno a disposizione numerose opzioni e approcci diversi. Scegliere la strategia giusta è una sfida cruciale ma complessa.

L’IT on demand garantisce alle aziende un nuovo livello di flessibilità, ma comporta costi sommersi legati ai sistemi preesistenti. Inoltre, la decisione di passare al cloud potrebbe apparire meno definitiva con il mutare delle circostanze e delle priorità aziendali. Una possibile soluzione è adottare un approccio ibrido.

In che modo dunque i dirigenti possono sfruttare al massimo il cloud ibrido e perché un approccio “misto” consente alle aziende di affrontare da una posizione di forza l’evoluzione delle esigenze aziendali, sia ora che in futuro?

In che modo i dirigenti possono sfruttare il cloud ibrido?

La transizione al cloud può rivelarsi un percorso tortuoso. Le imprese di nuova costituzione potrebbero trovarsi in una posizione invidiabile, potendo stabilire da zero il loro approccio all’IT on demand, ma le altre avranno un diverso problema.

Qualsiasi azienda con una storia alle spalle possiede una serie di risorse tecnologiche, un patrimonio IT legacy che complica il passaggio al cloud pubblico. I dirigenti apprezzeranno la flessibilità operativa dell’IT on demand, ma non potranno certo voltare semplicemente le spalle ai sistemi esistenti.

350-250 – BODY TEXT IMAGE (20)Altre organizzazioni potrebbero scegliere di sfruttare il cloud quando implementano nuovi progetti. Passare al cloud pubblico garantisce ai responsabili IT la scalabilità delle soluzioni in funzione delle esigenze. Ma se le circostanze dovessero cambiare, l’azienda potrebbe voler interrompere l’uso del cloud, riportando i servizi in locale.

In breve, la gestione della spesa per l’IT pone di fronte a un dilemma. Alcune aziende avranno precedentemente acquisito sistemi e servizi sostenendo spese in conto capitale. Altre non saranno certe che il cloud pubblico sia la soluzione più adatta a lungo termine.

Una soluzione per trarsi d’impaccio è il cloud ibrido. Un approccio ibrido ben finanziato offre ai responsabili IT il meglio dei due mondi: un insieme integrato di IT on demand e sistemi locali, che non richiede un esborso ingente e a lungo termine in conto capitale.

Trovare il partner giusto per un successo duraturo

Una ricerca di Dell dimostra la potenza del cloud ibrido. Un recente sondaggio indica che nove responsabili IT su dieci ritengono che una strategia ibrida sia fondamentale per ogni tentativo di creare un’impresa orientata al futuro.

I responsabili IT più accorti individueranno di concerto con l’azienda il modello on demand più adatto ai requisiti dell’organizzazione. Se nessuna delle due parti è certa che un cambiamento permanente verso il cloud sia la strategia giusta, è possibile adottare un approccio ibrido per verificare se l’azienda è pronta a questo passo.

È indispensabile scegliere un provider capace di contribuire a una corretta valutazione della soluzione cloud. Il tradizionale sistema delle licenze può creare problemi alle aziende, e allo stesso modo alcuni contratti cloud richiederanno un impegno a lungo termine. Inoltre, l’eventuale cambiamento delle circostanze genererà un nuovo dilemma per quanto riguarda le spese.

Il problema può essere risolto con un sistema di pagamento flessibile, che consenta all’azienda di sperimentare le potenzialità del modello on demand prima di sottoscrivere un impegno a tempo pieno. Non tutti i fornitori offrono il giusto grado di personalizzazione dei sistemi o la possibilità di fare marcia indietro qualora il cloud non desse i risultati sperati.

Per ottenere tutti i vantaggi promessi dal cloud ibrido è pertanto essenziale scegliere un partner che sia in grado di fornire tutti gli elementi necessari: infrastruttura, software, servizi e soluzioni di pagamento. Prendendo le decisioni giuste nel breve periodo si potrebbe scoprire che l’IT on demand è la soluzione ideale a lungo termine per tutti i problemi di spesa.

 

 

Mark Samuels

Mark Samuels

Mark Samuels è un giornalista specializzato in leadership e gestione delle problematiche legate all’IT. Precedentemente editore presso CIO Connect nella categoria Computing, ha scritto per diverse organizzazioni tra cui l’Economist Intelligence Unit, il Guardian Government Computing and il Times Higher Education. Mark collabora anche con ClourPro, ZDNetUK, TechRepublic, ITPro, Computer Weekly, CBR, Financial Director, Accountancy Age, Educause, Inform e CIONET. Mark ha una vasta esperienza per quanto riguarda la tematica di come i CIO usano e adottano la tecnologia nelle aziende.

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