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Cloud e BRP, la combinazione vincente

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Cloud e BRP, la combinazione vincente  747x325

 

In media, un’azienda su due vittima di un importante sinistro – incendio, furto, distruzione virale, guasto hardware – scompare nei due o tre anni successivi. Per questo, è essenziale attuare un Business Recovery Plan (BRP) per garantire il ripristino dei sistemi in caso di sinistro. E se mettessimo il BRP nel cloud?

Elasticità, flessibilità, servizi on demand, pay-per-use… Tutti vantaggi che hanno costruito la reputazione del cloud e che oggi possono sedurre le aziende per un utilizzo che va ben al di là dell’hosting di applicazioni. Si ma esternalizzare il proprio BRP comporta alcuni rischi: termini di ripristino più lunghi, tempi di latenza più elevati, incompatibilità di alcune applicazioni, problema di localizzazione dei dati, ecc.

Risparmi non trascurabili

Allora perché porsi la domanda del BRP nel cloud? Perché un BRP copre importanti sfide critiche e genera costi che non sono affatto trascurabili. Infatti, l’implementazione di un BRP interno comporta una duplicazione dell’infrastruttura… e di conseguenza dei costi associati – installazione, manutenzione, ecc. – anche in caso di non utilizzo, come avviene nell’ambito di un’infrastruttura BRP. Ne deriva il primo vantaggio del cloud: nella nuvola, è fatturato solo lo spazio di stoccaggio realmente utilizzato.

Inoltre, grazie alla sua elasticità, nessun problema per  aumentare la capacità di stoccaggio di cui si ha bisogno in occasione dei picchi d’attività. Posizionare il BRP nel cloud significa usufruire di un vero BRP “as a Service”. Nell’attuale contesto, la padronanza e soprattutto la riduzione dei costi costituiscono fattori di competitività essenziali. Tuttavia, se l’argomento finanziario è importante, non è l’unico.

Non fare di tutta un’erba un fascio!

“Sempre più aziende fanno il primo passo. Esiste una reale maturità nei confronti del cloud oggi, afferma Jules-Henri Gavetti, CEO di Ikoula. Sugli aerei, non sono mai le stesse squadre che lavorano su entrambi i motori!” Il suo aneddoto può far sorridere, ma l’idea di collocare il proprio BRP nel cloud poggia sullo stesso principio. Infatti, implementando internamente il BRP, oltre ai costi d’infrastruttura, non si deve dimenticare il doppio carico di lavoro generato. Possiamo anche scommettere che le stesse squadre lavoreranno contemporaneamente sull’infrastruttura di produzione e il BRP.

Il cloud offre il vantaggio di evitare qualsiasi ripercussione in caso d’errore. “Abbiamo ad esempio vari clienti che ricorrono a Ikoula per un cloud privato, ma che sottoscrivono estensioni verso il cloud pubblico per il loro BRP, tendendo di conseguenza verso l’ibridazione. Altri preferiscono comunque scegliere il cloud privato. Ciascuno costruisce il proprio BRP come desidera. Naturalmente, tutto dipende dalle versioni delle applicazioni: non sono tutte adattabili al cloud! Il BRP rappresenta soprattutto una prima tappa ideale verso l’ibridazione: collocare le proprie informazioni critiche nella “nuvola informatica” privata e le applicazioni in quella pubblica.

Da un ambiente di preproduzione a un ambiente di produzione

Altro vantaggio tecnologico: utilizzare l’infrastruttura di BRP come piattaforma di preproduzione, come spesso avviene in azienda. Con il cloud, è possibile creare il proprio ambiente di BRP, duplicarlo, lanciarlo per vedere se riprende correttamente il testimone e quindi testarlo in totale sicurezza. Come? Ricreando ad esempio un ambiente separato per correggere i bug senza dover riattivare il sistema.

Risultato: la piattaforma dedicata al BRP si rivela spesso più efficiente dell’infrastruttura principale, e ciò conduce spesso a sostituire la piattaforma di produzione quando quest’ultima si rivela sottodimensionata. “Alcuni dei nostri clienti avevano collocato il loro BRP nel cloud, ma la soluzione si è rivelata talmente efficace che hanno deciso di collocare la produzione da noi e hanno rimpatriato il BRP internamente. Il cloud offriva infatti maggiori possibilità dell’infrastruttura interna. ”

Tutto sembra dunque pronto per collocare il proprio BRP nel cloud. Devono ancora essere superate solo alcune barriere psicologiche. Il BRP per l’utente finale deve rimanere semplice… proprio come il cloud!

 

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Tag: Cloud Computing