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Quanto è importante l’innovazione dell’IT per le imprese?

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Le aziende innovative sono quelle che sanno gestire il personale e la tecnologia

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Quasi tutte le aziende si autodefiniscono innovative, ma a ben guardare non è sempre vero. È come chiedere alle persone se sanno guidare bene: la stragrande maggioranza risponderà di sì, ma basta passare mezz’ora sul ciglio di una strada trafficata per constatare il divario tra la loro percezione e la realtà. Si può dire lo stesso delle aziende: ciò che affermano è obiettivamente vero?

Che cos’è l’innovazione?

400 x 300Cosa definisce un’azienda innovativa? È innovativa l’azienda che spende molto denaro per acquistare sistemi IT costosi, dotati di tutti i gadget più recenti? È innovativa l’azienda che ingaggia consulenti a peso d’oro per rinnovare la propria immagine sottolineando gli aspetti creativi? O è davvero innovativa l’azienda che utilizza l’infrastruttura IT per aiutare i propri dipendenti a promuovere il cambiamento? La tecnologia, da sola, non basta. Bisogna considerare anche le competenze dei dipendenti e l’ecosistema di base.

Il settore sanitario è un ottimo esempio. Le équipe sanitarie possono adottare le tecnologie più avanzate e adeguate alle proprie competenze specialistiche, migliorando la qualità dell’assistenza ai pazienti. Oggi usufruiamo di tecnologie che in passato sembravano fantascientifiche: i medici possono utilizzare software per trovare organi di donatori compatibili, e i pazienti possono essere contattati all’istante, mentre sensori remoti ne monitorano i parametri vitali.

La necessità del lavoro di squadra

Normalmente le decisioni delle aziende non sono questione di vita o di morte, ma i processi in gioco possono essere gli stessi: l’esigenza di lavorare in team è identica, così come la necessità di sapere che la tecnologia non è fine a se stessa, ma serve a raggiungere un fine.

Nel suo intervento all’Innovation Day di Dell, James Stikeleather, Chief Innovation Officer di Dell, ha affermato che l’innovazione è la capacità di acquisire una conoscenza e riconvertirla in capitale, creando una proposta di valore a partire da essa. “L’innovazione non è necessariamente una nuova tecnologia, ma si realizza quando nuove tecnologie e conoscenze vengono tradotte in una proposta di valore per il cliente”, ha precisato.

Quindi, non è la pura acquisizione di nuove tecnologie a fare la differenza. Conta la velocità di connessione, non solo fisica – l’accesso alla banda larga – ma anche nel senso di un coinvolgimento tempestivo di clienti e partner. Oggi le aziende possono ottenere feedback istantaneo sui nuovi prodotti e servizi tramite i siti Web o i social media, e questo tipo di interazione è il motore dell’innovazione.

La convergenza delle risorse

Abbiamo a disposizione una moltitudine di tecnologie. Le aziende non sono più legate ai limiti dei propri data center. L’avvento del cloud ha cambiato la natura della potenza di elaborazione e dello storage, offrendo una scalabilità molto più ampia ed eliminando alcuni degli inibitori fisici che ostacolavano le aziende, mentre la quasi universalità della banda larga mobile e il miglioramento dei servizi di telefonia hanno rimosso i vincoli geografici. Allo stesso tempo, processi di analisi molto più potenti consentono alle organizzazioni di ricavare informazioni più approfondite e precise dai dati dei clienti e formulare previsioni business-critical.

Tutto sta nel trovare la combinazione appropriata: le aziende possono acquisire informazioni da varie fonti e utilizzarle in maniera più efficace, e non si tratta solo dei dati, ma anche della velocità. Inoltre, tutto è supportato da un livello di sicurezza più elevato.

Le organizzazioni possono sfruttare tutti questi strumenti, ma è la loro integrazione a risultare davvero vincente. A tutte le aziende piace pensare di essere innovative, ma non tutte dispongono di quel mix di tecnologia, competenza e infrastruttura in grado di fare la vera differenza.

 

 

Maxwell Cooter

Maxwell Cooter

Max è un giornalista freelance che copre una varietà di materie relazionate con l’IT. È stato il fondatore di Cloud Pro, una delle prime guide sul mondo cloud. Successivamente ha fondato anche IDG’s techworld ed ha lavorato come editore per Network Week. Da freelancer, ha potuto collaborare con IDG Direct, SC Magazine, Computer Weekly, Computer Resellers News, Internet Magazine, PC Business World e molti altri. Ha anche avuto l’opportunità di partecipare a diverse conferenze ed è stato telecronista per BBC, ITN e Computer TV Channel CNBC.

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Tag: Business, Imprenditorialità